Prima di esaminare i metodi per preparare le persone con disabilità a ricevere le benedizioni divine, è necessario spiegare e chiarire diversi concetti fondamentali. Poiché esistono molteplici forme di disabilità, anche i metodi di preparazione devono necessariamente seguire percorsi differenti,adattati alle esigenze specifiche di ciascun individuo.
Nel cammino della nostra vita, in ogni fase abbiamo avuto l’opportunità di ricevere i sacramenti (i momenti santi della grazia divina). Tuttavia, per molte persone con disabilità, questa rimane ancora un’aspirazione difficile da realizzare. Quando chiedono il permesso di ricevere i sacramenti nelle loro parrocchie, proprio come gli altri, abbiamo spesso sentito dire che a molti di loro viene negata tale possibilità oppure ne siamo stati testimoni.
Questo non nasce necessariamente da un atteggiamento discriminatorio che vuole escluderli mettendo in evidenza le loro fragilità; piuttosto, è dovuto al fatto che le persone con disabilità presentano condizioni diverse (fisiche, cognitive, emotive), e quindi è necessario che anche i percorsi formativi siano adattati in modo specifico alle loro esigenze.
A causa della mancanza, in molte parrocchie, di catechisti formati per accogliere e preparare adeguatamente queste persone, diventa difficile includerle nei cammini di formazione insieme agli altri, e quindi accompagnarle verso la piena partecipazione alla vita sacramentale.
3.2.1.
Individuare metodi di formazione adeguati alle persone con disabilità e
prepararli nel modo necessario
Un
insegnante formato specificamente per lavorare con persone con disabilità non
può semplicemente prepararli alla ricezione dei sacramenti con un unico metodo
valido per tutti. Infatti, ogni persona con disabilità ha bisogni, capacità di
comprensione e abilità operative differenti.
Per questo motivo, non è possibile applicare un unico programma educativo
uguale per tutti; i metodi di insegnamento devono essere adattati
individualmente in base alle esigenze di ciascuno.
Almeno per insegnare ai disabili gli elementi fondamentali dei sacramenti, è necessario comprendere che occorre molto tempo. pertanto, anche se si iniziano in anticipo le attività per prepararli, durante l'insegnamento possono avere difficoltà a comprendere appieno. inoltre, quando vengono accompagnati in chiesa, il fatto che non siano abituati a quell’ambiente può facilmente causare in loro agitazione o ansia. per questo motivo, è estremamente importante abituare progressivamente le persone con disabilità al luogo in cui si celebrano i sacramenti.
Insegnare brevi preghiere alle persone con disabilità non è un compito semplice che si possa svolgere utilizzando materiali didattici preconfezionati o metodi standardizzati. È necessario sviluppare metodi di insegnamento adeguati e materiali didattici specifici in base alle loro esigenze. Questo è possibile solo quando si è in contatto diretto con loro, comprendendo i loro desideri, adattandosi alle loro necessità e capacità, e coinvolgendoli attivamente nella preparazione dei materiali. Solo attraverso metodi didattici creati in questo modo, l’insegnamento diventa più semplice ed efficace per loro.
3.2.2.
Se si organizza una festa per le persone con disabilità, la preparazione per
essa
I
genitori delle persone con disabilità, anche se dedicano tutto il loro tempo,
denaro e energia con grande amore ai loro figli con disabilità, sentono dentro
di sé un profondo dispiacere per il fatto che nei loro figli non si vedano
nemmeno progressi significativi come il conseguimento di diplomi, l’acquisto di
una nuova casa o di un veicolo proprio, o il celebrare un matrimonio. Questa
tristezza interiore possiamo comprenderla parlando con loro.
Nella vita di una persona disabile che non sa cosa significhi una celebrazione, che non può comprenderla, che non desidera viverla nella propria vita o che non è in grado di crearla nella propria esistenza, i genitori desiderano ardentemente che si svolga almeno una festa o celebrazione, immaginando quanto sarebbe bello.
Per alleviare questo desiderio, spiegando loro il significato della festa, preparando le persone disabili per l’evento e trasformandoli nei protagonisti della celebrazione, si può vedere come la gioia, la felicità e la soddisfazione si diffondano non solo nella vita dei disabili, ma anche in quella dei loro genitori, parenti, amici, di tutti coloro che li amano e anche negli insegnanti che li hanno formati.
Non dobbiamo dire “Stiamo per fare una festa per le persone con disabilità” e cercare di fare qualcosa di strano. Se vogliamo che nella loro vita ci sia una bella celebrazione, non è necessario inventare qualcosa di nuovo.
Al contrario, osservando quali piccole feste quotidiane possono includere la partecipazione delle persone con disabilità, e trasformandole in grandi celebrazioni, possiamo vedere nei genitori di questi ragazzi un sospiro di sollievo e sentire che dicono: “Ho visto qualcosa di bello anche nella vita di questo bambino”.
Un credente, dalla nascita fino alla morte, è chiamato a vivere una vita piena dell’amore e della grazia di Dio, e i sacramenti sono doni che gli vengono concessi per aiutarlo in questo cammino. Ogni cristiano riceve ciascun sacramento nei vari momenti della propria vita, con la dovuta preparazione.
Tuttavia, per le persone con disabilità, ricevere i sacramenti ad eccezione del battesimo risulta spesso molto difficile. Quando si preparano questi bambini con disabilità a ricevere la Prima Comunione, è importante fare in modo che tale celebrazione diventi per loro e per le loro famiglie un’esperienza indimenticabile. Se vissuta così, questa esperienza lascerà sicuramente un segno profondo e duraturo nei loro cuori per tutta la vita.
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