I DIVERSI PROGRAMMI EDUCATIVI E METODI DI INSEGNAMENTO UTILIZZATI PER IMPARTIRE IL CATECHISMO ALLE PERSONE CON DISABILITÀ

 

Lezioni di preparazione saranno tenute per coloro che ricevono la Prima Comunione e la Cresima. Durante queste lezioni di catechismo si insegneranno i 7 sacramenti, i 10 comandamenti e alcune preghiere, preparando così i bambini in modo adeguato.

 

Non si può dire che lo stesso metodo possa essere utilizzato anche per le persone con disabilità: sono necessari diversi adattamenti nel modo in cui viene insegnato. Quando si offre il catechismo a persone con disabilità, ci sono molti aspetti da considerare.

 

È molto difficile far comprendere certi concetti a un gruppo eterogeneo; pertanto, è più opportuno preparare e offrire percorsi personalizzati in base alle capacità e ai bisogni di ciascuno. Di seguito presentiamo alcune modalità di insegnamento adatte:

 

1. Metodo verbale (spiegazione orale)

Gli insegnamenti e le preghiere devono essere spiegati in modo molto semplice, usando un linguaggio accessibile, e con esempi presi dalla vita quotidiana. Ponendo domande e mantenendo alta l’attenzione, si può facilitare la comprensione. Tuttavia, è spesso necessario ripetere più volte i concetti per assicurarne l’apprendimento. Questo metodo risulta efficace per molti.

 

2. Metodo visivo (dimostrazione)

I contenuti possono essere presentati con immagini o disegni esplicativi. Si possono fare delle copie di questi disegni da far colorare ai bambini, raccontando loro la storia associata. Anche l’uso di cartoni animati o brevi video esplicativi può essere molto utile per illustrare il significato dei concetti religiosi.

 

3. Contatto e modellazione

Alcune persone con disabilità non sono in grado di colorare oppure non lo trovano interessante. In questi casi, è utile proporre attività alternative secondo le loro preferenze, creando insieme a loro un oggetto attraverso cui spiegare il contenuto desiderato.

Quando partecipano attivamente alla creazione, il loro coinvolgimento aumenta. Inoltre, quando offrono questi oggetti fatti da loro ai genitori come regalo, essi diventano per loro un tesoro speciale e significativo.

 

4. Raccontare storie

Ogni argomento spiegato sotto forma di storia è generalmente ben accolto da tutti, e lo è anche dalle persone con disabilità. Queste storie devono essere narrate con un linguaggio semplice e in uno stile accessibile.

 

5. Condivisione di esperienze

Anche se le emozioni espresse attraverso le esperienze personali sono semplici e spontanee, esse sono spesso molto apprezzate dalle persone con disabilità, poiché le sentono più autentiche e comprensibili.

 

6. Partecipazione

È importante incoraggiare le persone con disabilità a partecipare attivamente alla Santa Messa. Questo è fondamentale perché, osservando gli altri, possono imparare e avere l’opportunità di conoscere meglio ciò che non sanno. Possono così anche cantare, imparare preghiere e sentirsi parte della comunità.

 

7. Ricreare gli stessi ambienti

Invece di spiegare solo a parole gli eventi della Passione di Gesù, come la lavanda dei piedi, le sofferenze e la morte in croce, è più efficace rappresentarli in modo esperienziale (drammatizzazione) e coinvolgerli direttamente. Questo facilita una comprensione più profonda.

 

8. Familiarizzare con l’ambiente

Per le persone con disabilità, può essere difficile sentirsi a proprio agio in ambienti nuovi. È quindi importante portarli in anticipo nei luoghi in cui riceveranno i sacramenti e abituarli gradualmente, ripetendo le stesse attività, affinché si sentano sicuri e sereni.

 

9. Collaborare con la famiglia

Preparare una persona con disabilità non è sufficiente se fatto solo da noi. È essenziale condividere il programma e i contenuti anche con i genitori e coinvolgerli nel processo. Questo crea continuità e riduce il rischio di confusione per la persona con disabilità.

 

10. Pellegrinaggi ai luoghi sacri

Molte persone con disabilità amano viaggiare. Portarli in pellegrinaggio in alcuni luoghi sacri e poi utilizzare fotografie scattate durante la visita per aiutarli a ricordare e spiegare ciò che hanno visto, può essere un'esperienza educativa e spiritualmente arricchente.

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